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Domenica, 6 Giugno 2010

MUTUI AZIENDALI GARANZIA ANTIUSURA (tutta Italia)

Le aziende, con sede in qualsiasi regione, che abbiano contratto finanziamenti dietro pagamento di tassi usurai (legge n. 108/1996), possono accedere al Fondo Antiusura gestito da Consorzio Fidi. Multicreditalia & sviluppo aziendale – servizi offerti dallo Studio dott. Pietro Fulciniti, Consulente aziendale e Mediatore creditizio (Albo Bankaitalia n. 101947), sito www.multicreditaliasivluppoaziendale.it – promuove in favore di dette aziende il mutuo chirografario fino all’importo di € 51.645,00, di durata decennale, al tasso fisso + spread dell’0,80% o al tasso variabile + spread dell’1,25%. – Richieste – senza impegno - a aziende@multicreditaliasviluppoaziendale.it – fax +39 0645227272. (cod. 06/10/001).

www.voceannunci.com

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Domenica, 6 Giugno 2010

Il Questore di Firenze interviene al convegno “Donne e sicurezza in cittĂ ”

La violenza alle donne. Dalla violenza domestica, che rimane la prima causa di vittimizzazione, allo stalking, alla sicurezza in ambito urbano. Quali le misure per prevenire e contrastare questi fenomeni.

Di questo ha parlato il Questore di Firenze, Francesco Tagliente, ad un incontro organizzato questo pomeriggio dall’Associazione “Vivi Fiorenza” sul tema “Donne sicure in cittĂ  e societĂ  sicure” .Presenti all’incontro anche Maria Pia Savino, magistrato; Massimo Mattei, Assessore alla MobilitĂ , decoro e infrastrutture del Comune di Firenze e l’editorialista Chiara Borosi in qualitĂ  di moderatrice.

Un fenomeno, quello sulla violenza sulle donne, illustrato dal Questore anzitutto con dati numerici. 70 le istanze di ammonimento presentate dall’entrata in vigore della nuova legge sullo “stalking” il 16 marzo dello scorso anno. All’esito dell’istruttoria dell’Ufficio Misure di Prevenzione della Divisione Anticrimine 29 persone sono state ammonite. Di queste 22 sono uomini di etĂ  compresa tra i 30 e i 50 anni e 7, invece, sono donne. Tra gli ammoniti anche una donna per “stalking” nei confronti di un’altra donna. . Nella quasi totalitĂ  dei casi la relazione tra stalker e vittima è di natura sentimentale; solo in tre episodi i due erano legati da semplice amicizia. Costante, invece, la condotta persecutoria dello “stalker” fatta di minacce, sms, pedinamenti ed appostamenti tali da alimentare nella vittima un crescendo di preoccupazione, tensione e paura.

Quanto alle iniziative di prevenzione e contrasto, il Questore ha messo in luce l’importanza della riorganizzazione dell’Ufficio Minori e dell’Ufficio Misure di Prevenzione per uniformare a livello provinciale le procedure per la ricezione delle richieste di ammonimento (nuovo istituto introdotto nell’ordinamento per prevenire i maltrattamenti da parte degli stalker) Ed ancora l’elaborazione di opuscoli per divulgare un’informazione mirata e capillare su violenza domestica, stalking, sicurezza delle studentesse straniere, truffe in danno di donne anziane . Infine il valore e l’importanza dell’arricchimento della professionalità degli operatori di polizia sullo specifico tema conseguita con corsi di perfezionamento in Psicologia della testimonianza e Comunicazione organizzati in collaborazione Facoltà di Psicologia dell’Università di Firenze.

www.055news.it

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Martedì, 1 Giugno 2010

In Irlanda arrivano gli ispettori del Papa contro la pedofilia

RomaIl Papa ha nominato i «visitatori apostolici», i commissari chiamati a intervenire per risolvere la crisi degli abusi sessuali sui minori nelle diocesi d’Irlanda. Sono vescovi e religiosi che esprimono la linea di Benedetto XVI, quella della «tolleranza zero» nei confronti del fenomeno.

La visita, che inizierà in autunno, informa la Sala stampa vaticana, «vuole essere un aiuto che la Santa sede intende offrire ai vescovi, al clero, ai religiosi e ai fedeli laici per affrontare adeguatamente la situazione determinata dalle tragiche vicende degli abusi compiuti da sacerdoti e religiosi nei riguardi dei minori e per contribuire al rinnovamento spirituale e morale desiderato e già avviato con decisione dalla Chiesa in Irlanda».

I visitatori cercheranno di approfondire i problemi connessi all’affronto dei casi e la «dovuta assistenza alle vittime», verificando «l’efficacia e la possibilità di miglioramento delle attuali modalità di prevenzione degli abusi». La visita inizierà nelle quattro arcidiocesi metropolitane dell’Irlanda (Armagh, Dublino, Cashel and Emly, Tuam). Benedetto XVI ha designato come visitatore il cardinale Cormac Murphy-O’Connor, arcivescovo emerito di Westminster, che negli ultimi anni ha messo a punto un programma per la salvaguardia dei bambini destinato a diventare un modello. Murphy-O’Connor si occuperà della diocesi di Armagh. Il cardinale Sean Patrick O’Malley, arcivescovo di Boston visiterà invece la diocesi di Dublino. O’Malley è stato il successore del cardinale Law, costretto a dimettersi dopo l’esplodere dello scandalo a Boston, e nelle scorse settimane è intervenuto in difesa dell’arcivescovo di Vienna Schoenborn, il quale aveva a sua volta attaccato l’ex Segretario di Stato Angelo Sodano accusandolo di un atteggiamento blando nell’affrontare questi casi.

Sono stati poi nominati Thomas Christopher Collins, arcivescovo di Toronto, per l’arcidiocesi di Cashel and Emly, e monsignore Terrence Thomas Prendergast, arcivescovo di Ottawa, per l’arcidiocesi di Tuam.

Ratzinger ha quindi designato l’attuale arcivescovo di New York, Timothy Dolan, già rettore del Collegio americano a Roma, visitatore apostolico nei seminari irlandesi. Mentre la Congregazione vaticana per i religiosi si occuperà di promuovere un’indagine fra tutti gli istituti religiosi del Paese. Quindi scenderanno in campo come visitatori il redentorista Joseph Tobin (già Superiore generale), il gesuita Gero McLaughlin (esperto di spiritualità), suor Sharon Holland (delle Suore dell’Immacolato Cuore di Maria, americana, canonista, a lungo capo ufficio alla Congregazione per i religiosi) e suor Mairin McDonagh (delle Religiose di Gesù e Maria, irlandese, canonista, già Provinciale).

Le nomine, di chiara impronta papale, sono state accolte con soddisfazione dai vescovi irlandesi e da tutti coloro che vogliono veder applicata la linea della severitĂ .

www.ilgiornale.it

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Mercoledì, 26 Maggio 2010

«Tra uomo e bestia, chi è l’animale?»

Un “confronto etologico” per affrontare il difficile tema della violenza sulle donne. Se n’è discusso al dipartimento di Biologia animale, nel corso della lezione del prof. Giovanni Costa per il ciclo “Stop femminicidio”

La violenza è uno degli aspetti comportamentali che piĂą caratterizza la specie umana, ma si può considerare anche un elemento di natura biologica? Secondo il prof. Giovanni Costa, ordinario di Etologia nel corso di laurea di Scienze biologiche, «non è possibile, perchĂ© lo stupro è violenza vera e propria dipesa da un problema di tipo comportamentale e lontano anni luce dall’essere accomunato al mondo animale». Se n’è discusso nel corso di una delle lezioni d’Ateneo del ciclo “Stop Femminicidio”, organizzato dall’UDI in collaborazione con il Comitato Pari opportunitĂ  dell’UniversitĂ  di Catania.

A sostegno della sua tesi, il docente cita il sociologo Erich Fromm che nell’opera Anatomia della distruttivitĂ  umana afferma che «tra tutti gli animali, l’uomo si differenzia per il fatto di essere un assassino». «La cultura della violenza - continua l’etologo- appartiene all’intero percorso della storia umana, che mostra come l’uomo costruisca appositamente strumenti di tortura con cui poter manifestare sadicamente la sua aggressivitĂ , e per averne un’idea chiara, basterĂ  ricordare i metodi utilizzati dall’inquisizione e dal nazismo, responsabile del genocidio ebraico».

La violenza e, in particolar modo, la violenza sessuale è protagonista indiscussa della cronaca quotidiana. “Scuole di violenza” sono spesso gli stessi nuclei familiari, del resto «a confermarci la dimensione di questa realtĂ  - prosegue il docente- sono i dati forniti dai sondaggi che registrano uno stupro per ogni 2,5 minuti in America, considerato oggi tra i paesi piĂą progrediti del mondo».

Tuttavia, in ambito di comportamento sessuale, un confronto con primati è d’obbligo: «la loro sessualità -spiega Costa- è suddivisibile in quattro categorie: la monogamia, la poliginia, la poliandria più rara, e la promiscuità maggiormente diffusa tra gli scimpanzé. Mentre l’uomo, seppur incline alla natura poligama, sceglie la coesione della coppia e una stabile divisione tra ruoli, cosicché il maschio, dalla struttura fisica più robusta, divenne per secoli l’emblema della forza e dell’arte bellica, mentre la donna, dotata di caratteristiche fisiche meno imponenti, assunse il ruolo subordinato della cura della prole e della raccolta di cibo, almeno fin dall’era neolitica».

«Nonostante ci siano alcune affinità - sottolinea il professore- il mondo animale è assolutamente privo dell’efferatezza e della crudeltà, caratteristiche proprie, invece, del genere umano». Certamente, forme di violenza scoppiano anche all’interno del branco «ma -precisa Costa- solo nel caso in cui manca un numero paritario di femmine con la quale potersi accoppiare e procreare, ma in ogni caso, non si uccide mai un proprio simile».

«Bisogna davvero chiedersi- conclude il docente- chi tra l’uomo e la bestia sia davvero l’animale».

Ramona Tafuri

www.step1.it

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Mercoledì, 26 Maggio 2010

Nonno filmava abusi sulle nipotine

Si sarebbe dovuto occupare delle tre nipoti - di etĂ  compresa tra 10 e 12 anni - che la figlia e il genero gli affidavano mentre erano al lavoro. Il nonno, invece, un operaio di 52 anni le avrebbe violentate riprendendo gli abusi con il proprio telefono cellulare. Il fermo su disposizione della Procura della Repubblica di Catania per violenza sessuale su minorenni e produzione di materiale pedopornografico.

Sembrava un nonno apparentemente affettuoso ma a tradirlo è stato il suo cellulare. L’uomo aveva perso la memory card del suo porttile nella casa della figlia e la cercava “disperatamente”. Tanto da suscitare la curiositĂ  della donna che, mentre riordinava casa, l’ha ritrovata e ha voluto vedere il perchĂ© dell’ansia di suo padre.

Sul computer è apparso un filmato di diversi minuti e altri fotogrammi con gli espliciti rapporti sessuali e gli abusi subiti dalle sue tre figlie. Le bambine, nel video, chiamano l’uomo che le violenta “nonno”, anche se il su volto non è mai ripreso. Nonostante la rabbia e la voglia di vendetta, la famiglia ha preferito che ad agire fosse la legge e si è dunque rivolta ad un legale. Dopo aver consegnato tutto il materiale al dipartimento della Sicilia orientale della polizia postale e delle telecomunicazioni di Catania, gli investigatori hanno identificato con certezza il presunto carnefice.

Le ragazzine sono state interrogate dal procuratore aggiunto di Catania, Marisa Scavo, e dal sostituto procuratore Antonella Barrera, alla presenza di una neuropsichiatra infantile e hanno confermato le violenze subite. I magistrati hanno quindi disposto il fermo dell’uomo, eseguito dalla polizia postale. L’operaio è stato condotto in carcere dove sarĂ  sottoposto all’interrogatorio di convalida del fermo dal Gip di Catania.

www.tgcom.mediaset.it

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Mercoledì, 26 Maggio 2010

Pedofilia, le cifre della Cei: «In Italia 100 processi canonici in 10 anni»

«Ma anche un solo caso è sempre di troppo»

CITTĂ€ DEL VATICANO - Sono «un centinaio» i casi di abusi sessuali commessi da sacerdoti «rilevati in Italia con procedimenti canonici nell’ultimo decennio». Lo ha riferito il segretario generale della Cei, monsignor Mariano Crociata, incontrando i giornalisti durante i lavori dell’assemblea generale dei vescovi italiani, riuniti da lunedì in Vaticano.

«TROPPO» - Secondo Crociata, questo è «un dato che indica il quadro complessivo della situazione», ricordando comunque - ha aggiunto - che «anche un solo caso, come ha detto il cardinale Bagnasco, è sempre di troppo».Monsignor Crociata non ha voluto precisare se tali processi si siano conclusi con una condanna.

SCUOLE CATTOLICHE - Nel corso della prima conferenza stampa che accompagna i lavori della 61ma assemblea generale dei vescovi, monsignor Crociata ha precisato: «Non abbiamo notizie di un calo del numero degli iscritti alle scuole cattoliche da parte dei fedeli a causa dello scandalo degli abusi sessuali». «La reazione dei credenti - ha aggiunto - è quella di chi vuole affrontare il problema e risolverlo per continuare a far crescere la vita della Chiesa». «Il popolo dei credenti - ha detto ancora Crociata - ci chiede chiarezza, di prendere le misure necessarie, la penitenza, vuole insomma che la Chiesa cresca in qualitĂ . I credenti vogliono che questo dramma diventi l’occasione per un salto di qualitĂ  nella vita della Chiesa».

NON OBBLIGO DI DENUNCIA - Poi Crociata precisa che l’obbligo di denuncia di un prete pedofilo alle forze dell’ordine non è previsto dalla legge italiana, però assicura la «cooperazione e collaborazione» dei vescovi con l’autorità giudiziaria per «l’accertamento dei fatti». «La normativa italiana non prevede l’obbligo di denuncia in questi casi come in molti altri casi», ha spiegato monsignor Crociata. «Questo evidentemente non esclude che, per nostra iniziativa, assicuriamo una cooperazione e collaborazione che consiste nell’accertamento dei fati e nell’incoraggiamento alla denuncia dei fatti da parte di chi ha subito o è a conoscenza dei fatti». Interpellato dai cronisti sulla recente testimonianza di monsignor Gino Reali, vescovo di Porto - Santa Rufina, al processo per pedofilia a don Ruggero Conti, al tribunale di Roma, monsignor Crociata ha commentato: «Che un vescovo possa essere ascoltato come testimone mi sembra un fatto ordinario».

www.corriere.it

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Mercoledì, 26 Maggio 2010

PEDOFILIA: VESCOVO LODI, AMAREZZA PER ARRESTO DON PEZZINI

(AGI) - Milano, 26 mag. - Amarezza per la notizia dell’arresto di don Domenico Pezzini, ma fiducia nella magistratura. Il vescovo di Lodi, Giuseppe Merisi, commenta cosi’, con delle dichiarazioni apparse oggi sul quotidinao ‘il Cittadino’ di Lodi, l’arresto del sacerdote per violenza sessuale aggravata, accusato di avere avuto dei rapporti sessuali con un ragazzo 16enne che all’epoca dei fatti aveva 13 anni. “Siamo molto amareggiati - ha detto monsignor Merisi - per le notizie relative all’arresto di don Domenico Pezzini, che ci ha colto completamente di sorpresa”. In casa di don Pezzini, nel corso di una perquisizione, gli agenti della Squadra Mobile di Milano avrebbero trovato anche materiale pedopornografico. Il vescovo spiega: “Don Pezzini risiede e opera a Milano da oltre quarant’anni e non ha incarichi nella nostra diocesi di Lodi.

Cio’ nonostante siamo in attesa di conoscere qualche dettaglio in piu’ che ci aiuti a chiarire le dimensioni della vicenda, che comunque guarderemo con il rispetto rigoroso delle norme canoniche, nella naturale fiducia verso la magistratura civile.

Intanto chiediamo la preghiera di tutti”. Don Pezzini, gia’ docente di Linguistica inglese all’Universita’ di Verona e di Lingua inglese in quella di Sassari, e’ autore di apprezzate pubblicazioni di letteratura medievale, ed e’ stato tra i fondatori del gruppo ‘La Fonte’ nel 1986, che si riunisce a Milano alla ricerca di un’integrazione tra condizione omosessuale e fede cristiana. (AGI) Cli/Cre

www.agi.it

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Martedì, 25 Maggio 2010

Diagnosi sbagliata, ora ha un cancro in metastasi

Analisi sbagliate, tempi di attesa lunghi, referti medici smarriti. Possibile episodio di malasanitĂ  in un ospedale del basso Salento.

Possibile episodio di malasanitĂ  in un ospedale del basso Salento. In seguito a diagnosi sbagliate ed inevitabile dilatazione dei tempi ospedalieri, oggi una donna di 58 anni si trova ricoverata al Vito Fazzi di Lecce per un cancro alla mammella in metastasi. Le sue speranze di vita sono ridotte al minimo. Le sue condizioni molto gravi. Un esposto presentato dai figli al sostituto procuratore della Repubblica di Lecce, ripercorre tutte le tappe del grave caso.

Le ricapitoliamo brevemente qui di seguito.

La storia della paziente ha inizio lo scorso gennaio, quando si sottopone ad uno screening alla mammella gratuito previsto dal Sistema sanitario nazionale. L’esito di quell’esame fa pensare: sono necessari approfondimenti diagnostici. La signora si reca allora presso un nosocomio del basso Salento dove viene sottoposta a nuovi test; il risultato le arriva a casa: negativo.

Ma nei giorni successivi la donna comincia ad avvertire difficoltà motorie; le vengono diagnosticate una lombosciatalgia ed osteoporosi. Le settimane che seguono sono tutto un susseguirsi di visite specialistiche presso medici differenti. Nessuno di loro mette in relazione i disagi nel deambulare con un cancro. Eppure le condizioni di salute della donna peggiorano visibilmente. Risonanze magnetiche e screening di vario tipo presso gli ambulatori, sia pubblici sia privati, di più ortopedici – le ultime visite le vengono praticate a domicilio in quanto la donna non riesce più a muoversi da casa - le diagnosticano patologie ossee sempre diverse.

Solo il parere di un ortopedico di Milano, cui la documentazione sullo stato di salute della signora è stata nel frattempo inviata, la spinge a ricoverarsi al “Fazzi” di Lecce, dove si trova tuttora presso il reparto di Neurochirurgia. Ma quando il medico del Fazzi le chiede di confrontare i nuovi esami con i primi, ecco una nuova sorpresa: il primo medico presso cui la donna si è recata ha smarrito il referto.

I figli hanno denunciato l’accaduto alla Procura di Lecce, chiedendo anche il sequestro dei referti medici e dei computer utilizzati di volta in volta dai diversi medici, per archiviarne i risultati.

www.iltaccoditalia.info

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Martedì, 25 Maggio 2010

100mila euro da Confidi Salerno per il fondo antiusura

“Fondo prevenzione usura: Stato, banche e Confidi a sostegno dell’imprenditoria”: è stato questo il tema della tavola rotonda organizzata dal Confidi di Salerno, questo pomeriggio nella Sala consiliare della Provincia di Salerno. Tra i tanti addetti ai lavori presenti, è intervenuto anche Padre Massimo Rastrelli della Fondazione Antiusura San Giuseppe Moscati il quale ha subito spiegato che: “Finalmente la visione che si ha dell’usura sta cambiando ma ancora tanto si deve fare. Gli imprenditori ancora, purtroppo, non sanno che possono fare capo ai Confidi per un aiuto e un appoggio e questo peggiora sicuramente la loro posizione”. Alla tavola rotonda, moderata e introdotta da Rachele Cantelli, responsabile della Direzione territoriale di Economia e Finanza di Napoli, ha preso parte, tra gli altri, anche il Questore di Salerno, Vincenzo Roca il quale, invece, si è soffermato sull’aspetto storico del fenomeno dell’usura. “La nostra legislazione – ha detto Roca – è stata abbastanza lenta a comprendere questa problematica, visto che in origine se ne inquadravano solo gli aspetti etici e non quelli puramente penali. Solo dal 1992 qualcosa è cambiato nella nostra legislazione”. Padre Rastrelli, poi, dopo aver svelato quelli che sono stati i suoi sforzi nell’ambito dei lavori parlamentari per la legge 108/1996, ha aggiunto che “qui ci troviamo dinanzi un Confidi meritevole, animato da un forte spirito di servizio, mentre troppe volte questi stessi Confidi non hanno utilizzato i fondi dati dallo Stato (che li hanno dovuti togliere ai Confidi perchĂ© non li utilizzavano), ma la colpa non è solo dei Confidi ma anche degli stessi imprenditori”. Sulla questione è intervenuto, poi, il presidente Confidi Salerno, Marcello Fasano che ha aggiunto: “Il nostro Confidi si affaccia per la prima volta a questa tematica, avendo istituito un fondo di cento mila euro, ai quali sono stati aggiunti 200mila euro erogati dal competente ministero, somma che potrĂ  consentire l’erogazione totale di un milione e mezzo di euro. Auspichiamo – ha sottolineato Fasano – di proseguire la nostra collaborazione con Padre Rastrelli che tanto ha giĂ  fatto per il nostro territorio. Il Confidi Salerno, animato da spirito di servizio verso la collettivitĂ  in cui opera, – ha concluso il presidente – ha fortemente voluto questo evento informativo che si svolge in un contesto storico tanto travagliato per l’economia europea, nazionale e salernitana. Questo incontro rappresenterĂ  solo il primo approccio verso questa tematica così spinosa nei confronti della quale ci auguriamo di apportare il nostro concreto e fattivo contributo”. All’incontro sono intervenuti anche l’assessore provinciale al Patrimonio, Adriano Bellacosa; il vice prefetto di Salerno, Pasquale Di Lorenzo; il funzionario del ministero Economia e delle Finanze, Antonio Adinolfi; il direttore generale BCC di Sassano, Stefano Antonello Aumenta e Giovanni Moscatiello, sindaco di Baronissi e co-promotore del seminario il quale ha aggiunto che “l’usura si può combattere in due modi: tramite la cultura della legalitĂ  e mediante una politica fattiva e capace di comprendere i meccanismi dell’economia e le sofferenze di chi si trova ingabbiato in questa piaga sociale”. Punto focale dell’incontro l’analisi della legge 108/96 che istituisce un Fondo di prevenzione al fine di garantire i finanziamenti che banche ed intermediari finanziari concedono a soggetti ed imprese in difficoltĂ  economiche ed a rischio usura. Il Fondo mette a disposizione dei Confidi (Consorzi di garanzia) e delle Fondazioni e Associazioni antiusura, somme di denaro con le quali fornire agli enti eroganti garanzie sui prestiti concessi ai soggetti in difficoltĂ : operatori economici da un parte, singoli e famiglie dall’altra.

www.telediocesi.it

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Martedì, 25 Maggio 2010

Nella rete: insieme contro la violenza sulle donne

Il progetto del Comune di Genova per combattere la violenza di genere. Un questionario per conoscere la situazione. E assistenza a chi vuole combattere il fenomeno.

La violenza sulle donne è un fenomeno che non accenna a diminuire. Ed è un’emergenza che va al di lĂ  delle classi sociali. Altrettanto grave è la difficoltĂ  a denunciare gli abusi da parte delle vittime. Esiste infatti una violenza fisica, ma anche una violenza psicologica, che tante volte non è secondaria alla prima.

Per questo il Comune di Genova, assieme ad alcune associazioni femminili, ha attivato un nuovo progetto di servizio civile, Nella rete: Insieme contro la violenza sulle donne, con lo scopo di contrastare la violenza di genere e contemporaneamente diffondere le conoscenze utili per denunciare gli abusi. Gli strumenti utilizzati sono un questionario anonimo, consegnato da personale competente e a disposizione per chiarimenti, e un elenco dei Centri Antiviolenza e dei Centri d’Ascolto presenti sul territorio.

Ad aver creato e distribuito il questionario, dal titolo, sono quattro ragazze volontarie del Servizio Civile. Due di loro hanno un’esperienza diretta dei problemi sociali dei cittadini, lavorando presso il Centro Antiviolenza Mascherona, nell’omonima via del centro storico. «Il problema vero è aiutare le donne a denunciare questi fatti», spiega l’assessore Roberta Papi. «Ma quest’indagine è estremamente importante per individuare alcuni elementi che possono essere utili per prevenire la violenza».

«La crescente violenza sulle donne può essere legata a un’evoluzione della coscienza delle donne stesse, alla loro emancipazione» continua Roberta Papi. Per questo il questionario è stato distribuito un po’ dappertutto, all’UniversitĂ , ai medici di famiglia, in alcune palestre e in generale «in tutti i luoghi in cui si aspetta», specifica Emilia Grossi-Bianchi, responsabile dell’Ufficio Pari OpportunitĂ , che aggiunge «sarĂ  fondamentale anche il coinvolgimento di tutti i consultori».

I dati raccolti con i questionari verranno elaborati e i risultati dell’indagine saranno resi pubblici in occasione della Giornata Mondiale contro la violenza sulle donne, il 25 novembre 2010.

Per una panoramica sulla gravitĂ  della situazione nel nostro Paese, ecco i dati Istat aggiornati al 2009: 6 milioni e 743 mila sono le donne da 16 a 70 anni vittime di violenza fisica o sessuale nel corso della vita (ovvero il 31,9%). 5 milioni le donne che hanno subito violenze sessuali (23,7%). 3 milioni 961 mila le violenze fisiche (18,8%). Circa 1 milione di stupri o tentati stupri (4,8%).

Il 14,3% delle donne ha subito almeno una violenza fisica o sessuale all’interno del rapporto di coppia. La percentuale arriva al 17,3% se si considerano solo gli ex partner. La violenza fisica è piĂą di frequente opera dei partner piuttosto che degli sconosciuti (12% contro 9,8%), mentre l’inverso accade per la violenza sessuale (6,1% contro 20,4%). La differenza, infatti, è quasi nulla per gli stupri e i tentati stupri.

http://genova.mentelocale.it

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